È ancora nelle sale italiane in questo inizio d’ottobre, e d’autunno, Gotti – Il primo padrino, film di Kevin Connolly, con protagonista John Travolta, nei panni di John Gotti, spietato boss dei Gambino, una delle famiglie mafiose più potenti degli Stati Uniti. Presentato fuori concorso nell’ultima edizione del Festival di Cannes, Gotti, uscito a metà settembre e ancora in sala, vede Travolta nei panni del boss mafioso di New York in una Little Italy anni Settanta e Ottanta (il padrino morirà in prigione di cancro all’età 61 anni nel 2002). Travolta, in scena, ma pure fuori, è molto elegante, inappuntabile, e questo stile così preciso è legato a un tocco che ci riporta al Veneto.

Eh sì! Perché Travolta indossa completi di sartoria italiana, anzi per la precisione veneta, visto che si tratta delle creazioni dello stilista veronese Matteo Perin: “Per me è stata una bella sfida, oltre che una grande soddisfazione. John mi ha chiesto specificatamente di studiare qualcosa che gli permettesse di entrare perfettamente nel personaggio, dato che Gotti amava vestire capi sartoriali ed essere sempre impeccabile. Così mi sono messo al lavoro con il mio team di artigiani e sarti di fiducia, per creare dei look fantastici. Alcuni li potete vedere nel film, mentre altri sono stati studiati ad hoc per la partecipazione di John al festival di Cannes”.

La collaborazione di Matteo Perin con John Travolta va avanti da diverso tempo. Il rapporto con l’attore è nato da un passaparola: “un mio cliente gli ha mostrato un mio capo che gli è piaciuto molto, mi ha chiesto di fargli vedere qualcosa, e ora da quattro anni lo vesto, anche per il tempo libero – in passato Travolta ha vestito Armani e Brioni – e il fatto che continui a scegliere le mie creazioni è un vero onore. John è una persona disposta a provare cose che magari all’inizio sono lontano dalle sue preferenze, per lui l’essenziale è garantirgli la qualità, un prodotto Made in Italy al cento per cento, fatto artigianalmente che fuori dall’Italia nessuno può dargli, neanche i grandi brand. Del resto la differenza si fa nei dettagli, anche interni alle giacche, e nella costruzione del capo. Per gli abiti del film abbiamo dovuto seguire un certo stile, lo stile della persona che è realmente esistita, lavorando con look e tessuti degli anni ’60-’70-’80. Con il tempo con John si è creato un rapporto di vera amicizia e mi fa una certa impressione poter chiamare amico una star del cinema del suo calibro!”.

UN AMORE PER LA MODA NATO IN PROVINCIA DI VERONA

Perin, che realizza capi di lusso su misura per star, imprenditori, figure influenti del panorama internazionale, è nato a Lugagnano di Sona, in provincia di Verona, trentaquattro anni fa, ed ha iniziato giovanissimo ispirandosi agli insegnamenti del bisnonno, nato a fine ‘800, e della sempre ineccepibile nonna, scoprendo in lui un amore per il design che nel tempo si è fatto sempre più forte. A scuola la sua materia preferita era arte, del resto la madre è un’artista. Mentre la sua passione per la moda inizia a prendere realmente forma quando un amico di famiglia lo prende sotto la sua ala protettrice e gli insegna tutto sulla realizzazione dei modelli e il confezionamento degli abiti. Si tratta di un importante periodo formativo, che mette in moto in lui, quella che diventerà, la passione di una vita. Matteo lascia la scuola a 14 anni, con l’idea già ferma di entrare a far parte del mondo del fashion internazionale.

Viaggiare diventa presto un’ossessione, e anche un modo per avere sempre nuove fonti d’ispirazione, le differenti culture, insieme alla voglia di sperimentare, sono di fondamentale importanza per costruire quel gusto per i dettagli che più tardi permeeranno ogni sua creazione. Gli anni in giro per il mondo sono anche base per creare un suo personale modello di business: raggiungere i propri clienti, ovunque siano, senza badare al tempo e alla distanza da colmare, per scoprire il loro universo privato, per poter creare qualcosa di veramente personale e diverso per loro. Anche se, fra viaggi e spostamenti, non v’è luogo più dolce in cui tornar per Perin che nel suo amato Veneto: “è la mia oasi, la mia salvezza. Crescendo a Verona tra colline, lago, montagne e Dolomiti, faccio davvero fatica a trovare altrove tutta questa meraviglia”. Il mondo fuori dalla provincia veronese diventa “una sorta di cinema”: vedi città bellissime e incontri personaggi così importanti o famosi, ma è a Verona che c’è la mia vita. Casa mia resta al cento per cento lì, con la mia famiglia, ho due figlie, piccole, mia moglie, e anche se per lavoro mi sposto molto, il mio centro resta assolutamente nel mio paese. Anzi devo dire che è pure un aspetto cui tengo molto, e che per certi versi cerco di rendere pure più forte, questo legame col territorio, non è certo un caso che molti degli artigiani con cui collaboro siano veneti, di Vicenza, Padova, Venezia; per me è importante la loro esperienza, sono molto legato alle mie radici, tanto che in un prossimo progetto lo andrò ancor più a sottolineare: produrrò articoli di pelle trattati con l’Amarone, alcuni sono già pronti, su altri stiamo lavorando ai dettagli di finissage”.

E mentre Perin lavora a queste nuove idee, all’appena passata Milano Fashion Week – dal 19 al 25 settembre – ha presentato la sua nuova collezione uomo-donna di capi in pelle, dipinti a mano, e firmata insieme a J.A.D, suo storico amico. Giubbini, giacche, abiti realizzati a mano, in cui il pellame è stato dipinto come fosse la tavola di un quadro: “l’idea alla base è stata quella di remixare l’arte. Chi sceglie di farsi realizzare uno dei nostri capi in pelle dipinto a mano sa di avere un oggetto esclusivo da vivere e da ammirare, come un manufatto d’arte“.