Un ottobre pieno di sorprese quello appena iniziato, in cui Padova, al centro dell’attenzione per i molti festival in città, in primis quello dedicato ai libri La Fiera delle Parole, gli eventi nella struttura fieristica, da Casa su Misura a Tecnobar&Food, nonché l’apertura in città di grandi mostre, da Gaugin e gli impressionisti a Palazzo Zabarella, Antonio Ligabue ai Musei Civici Eremitani e al Centro San Gaetano la mostra Tavoli di guerra e di pace – 1918. Padova capitale al fronte da Caporetto a Villa Giusti, non si è fatta mancare neppure la Settima Arte, il Cinema. Eh sì, perché mentre in sede regionale si sta decidendo l’assetto tecnico per dar forma alla Fondazione Film Commission, struttura che si occuperà di gestire il fondo per l’audiovisivo a livello regionale, e quindi favorire l’arrivo di troupe sul territorio, nel frattempo nella città patavina si sono già svolte delle riprese per un progetto cinematografico tutto Made in Veneto. Nei primi giorni “ottobrini”, infatti, lungo le vie, e in varie zone della città si è materializzata la crew del cortometraggio Il prigioniero del regista padovano Federico Olivetti, già autore di pellicole cinematografiche come Sottoterra e The way home.

IL CUORE DEL SET A PALAZZO PAPAFAVA

Un set che ha avuto come cuore delle riprese la cantina del Palazzo Papafava di via Marsala, e che si è spostato lungo una serie di vie del centro, da via del Santo a via San Nicolò, via san Francesco, via Pio X, la caserma Piave, Ponte Molino, Porta Portello, via Francesco Petrarca, ponte Sant’Agostino, per spingersi anche sui Colli Euganei, ed arrivare a Teolo. Il film, che coinvolge una troupe con professionisti tutti legati al Veneto, padovani, veneziani, vede in veste di produttore, oltre allo stesso regista, Riccardo Biadene, altro padovano, formatosi a Venezia, con la sua Kama Productions, società veneziana con sede anche a Roma. Protagonista della vicenda che si narra nel corto, che durerà 14 minuti, Paolo Musio, patavino, e accanto a lui, il volto assai noto di Sabrina Impacciatore, attrice brillante, di recente anche mattatrice all’ultimo Sanremo diretto da Claudio Baglioni. Il prigioniero racconta quella che si potrebbe definire una breve storia di prigionia paradossale. Paolo e Maria sono due “sposini ordinari” che vivono alle porte del paese. Una mattina Paolo esce di casa per comprare del pesce e non torna più. Giù in paese, in piazza, una donna è stata derubata di una preziosa collanina da un malandrino sedicenne che riesce a scappare dopo il misfatto, e Paolo, incrociandosi con la donna e la gente del paese, viene additato dalla vittima e accusato del furto. Allora scappa ma alla fine viene acciuffato da un poliziotto e portato in una cantina. Lì il poliziotto gli ordina di stare immobile ad aspettare il suo ritorno. Nel frattempo la moglie, lo cerca in lungo e in largo. “La proiezione in anteprima dell’opera finita sarà a Padova – precisa Riccardo Biadene – perché l’idea fondante di Kama Productions è proprio quella di riportare le grandi produzioni qui in Veneto, dove le maestranze rispondono con una professionalità davvero invidiabile”. E con Olivetti, il regista, il sodalizio continuerà con la produzione di un lungometraggio già in cantiere.

Padovano d’origine e cresciuto ad Alessandria D’Egitto, Federico Olivetti, il regista, si è laureato in Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Padova e si è formato artisticamente presso Ipotesi Cinema, scuola diretta da Ermanno Olmi, e alla New York University. Insieme a Musio e Impacciatore nel cast figurano Franco Ravera, Mario Pirrello, Laura Serena, Emma Bertoli, Carlo Piron, Eleonora Panizzo, Giulia Briata, Nicola Andretta, Luisa Conti, Cesare Lanna, Francesco Scarpati, Mattia Pilon, Herbert Runggaldier. Finite le riprese si passerà con grande velocità alla fase di montaggio per rendere il corto pronto a concorrere, candidandolo, ai premi David di Donatello di quest’anno.

PADOVA COME SET CINEMATOGRAFICO

Torna dunque il Cinema nella città in cui nel 1960 Lattuada ambientò il suo Lettere di una novizia, tratto dal romanzo di Piovene, con protagonista Jean Paul Belmondo; in cui, nel 1964 Ralph Thomas girò Troppo caldo per giugno, ambientato a Praga, in cui un ingenuo 008, dopo la morte di 007, alloggiava nell’Hotel Slovenska, ossia al Caffè Pedrocchi, trasformato per le riprese, come peraltro la Reggia dei Carraresi divenne ambasciata inglese. Tra i vari film, legati alla città patavina, per chi ama fare “cineturismo” e tornare sui luoghi dei set, lungo i vari decenni ricordiamo anche La moglie del prete di Dino Risi, con la coppia di divi Marcello Mastroianni e Sophia Loren; Per vivere meglio divertitevi con noi, commedia del 1978 di Flavio Mogherini con Monica Vitti e Renato Pozzetto; Liquirizia, commedia del 1979 di Salvatore Sampieri, con Barbara Bouchet e Christian De Sica; Delitti e profumi, thriller del 1988 di Vittorio De Sisti, con Jerry Calà e Umberto Smaila; Viaggi di nozze, commedia del 1995 e con Carlo Verdone, Veronica Pivetti e ClaudiaGerini; I piccoli maestri, storico del 1998 di Daniele Lucchetti con Stefano Accorsi; La lingua del santo, commedia del 2000 di Carlo Mazzacurati, con Antonio Albanese e Fabrizio Bentivoglio; Il gioco di Ripley, thriller del 2000 di Liliana Cavani, con John Malkovich, Dougray Scott e LenaHeadey; Perlasca, un eroe italiano, storico del 2002 di Alberto Negrin, con Luca Zingaretti e Amanda Sandrelli; Il fuggiasco, drammatico del 2003 di Andrea Manni, con Daniele Liotti; La giusta distanza, drammatico del 2007 di Carlo Mazzacurati, con Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston e Fabrizio Bentivoglio; La sedia della felicità, commedia del 2013 di Carlo Mazzacurati, con Valerio Mastandrea e Isabella Ragonese; Sole a catinelle, comico del 2013 di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone; L’ordine delle cose, drammatico del 2017 di Andrea Segre, con Paolo Pierobon e Giuseppe Battiston.