Quella di quest’anno sarà la sesta edizione per il DigitalMeet, il festival diffuso dedicato all’alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese che ormai è diventato un fenomeno nazionale. Tutto è nato dalla mente vulcanica di Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica e Presidente del Comitato Nazionale di Coordinamento Territoriale di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Partito da Padova il festival si è diffuso rapidamente al Trivento e, dopo l’espansione in Emilia Romagna delle ultime due edizioni quest’anno fa il pieno nazionale con eventi anche a Genova, Milano, Napoli e in Sicilia. Tantissimi gli appuntamenti a Nordest naturalmente, con il Veneto in prima fila. L’obiettivo è quello di crescere ancora, nonostante i numeri dell’ultima edizione siano davvero importanti, visto che stiamo parlando di un festival con più di 300 speaker, 125 associazioni, 143 eventi, 70 location e un pubblico di 20.000 visitatori.

Su questo Potti non ha dubbi: “DigitalMeet ormai non si ferma più, continua a crescere a livello di partecipazione, di territorio, di persone. Credo che questa crescita sia il risultato della maturazione digitale degli italiani che ormai sono sempre più digital. Noi anche quest’anno punteremo a mettere insieme generazioni e culture diverse nel segno del digitale. I risultati finora sono stati notevoli e in molte regioni siamo riusciti a creare un vera e propria piattaforma dell’innovazione. Perché l’innovazione è confronto e incontro, due concetti che sono alla base del DigitalMeet”.

UN FESTIVAL BOTTOM UP

Anche quest’anno la filosofia di DigitalMeet è dunque bottom up. Si parte dal basso e si mettono al centro i territori, le associazioni, le imprese e i cittadini. Una formula che si è rivelata vincente e che, soprattutto, ha garantito al DigitalMeet in questi anni una carica di entusiasmo enorme. Entusiasmo che non manca a Gianni Potti che, come sempre quando chiacchieriamo di questi temi, è incontenibile:“DigitalMeet in questi anni ha fatto tanto per unire il mondo delle imprese a quello dell’Università. Sono particolarmente orgoglioso di avere l’endorsement dei 4 rettori del Nordest: le università di Venezia, Padova, Verona e Udine infatti saranno le quattro colonne del DigitalMeet. Personalmente credo che mentre le università sono il parco delle idee del nostro Paese, le imprese rappresentino invece il parco tecnologico, soprattutto qui a Nordest. Quando questi due player dialogano attivamente allora l’innovazione si trasforma in qualcosa di concreto e positivo per tutti.”

ALFABETIZZAZIONE DIGITALE

DigitalMeet in questi anni ha lavorato tanto per far capire che digitale non è una parola vuota, prima ancora che “semplice” tecnologia il digitale è filosofia, è politica. Per questo l’alfabetizzazione digitale è una sfida innanzitutto culturale. Il DigitalMeet 2018 rappresenta dunque la sfida dell’umanesimo digitale per una società in cui le persone sono al centro di tutti i processi, tecnologici o no. Ma per far sì che la tecnologia diventi davvero patrimonio comune c’è bisogno di cultura digitale per vivere al meglio la digital tranformation, ecco perché DigitalMeet si prepara ad una pacifica e divertente invasione digitale diffusa in tutto il territorio. La sesta edizione del DigitalMeet, oltre ai tradizionali temi dell’impresa, punterà l’attenzione sulle potenzialità enormi del digitale pervasivo nella vita di tutti noi: “Per scegliere i trend topics di questa edizione siamo partiti per forza di cosa da quelli dell’anno scorso” mi dice Gianni Potti, “aggiungendo un po’ di novità interessanti: tornano dunque i grandi temi della Society 5.0, dell’Internet Of Things, della Ciberysecurity e dell’Alfabetizzazione digitale (anche quest’anno torneremo tra la gente, dentro ai centri commerciali del Nordest, per fare alfabetizzazione). Le novità sono legate al mondo della robotica e della sanità 4.0, dello sport, dell’arte e dei servizi sociali, tutti mondi in cui il digitale ormai è molto più presente di quanto si possa credere”.

DIGITALMEET AWARD 2018

Tornano i DigitalMeet Award, premi dedicato a tutti gli innovatori del digitale realizzati in collaborazione con Crédita Agricole, Fastweb e Corvallis. L’obiettivo del premio è quello di individuare e valorizzare i migliori progetti di innovazione che hanno contribuito a valorizzare nuove idee e soluzioni per la realizzazione di progetti di innovazione digitale, a diffondere e promuovere l’innovazione portata dal mondo digitale, sostenere le migliori best-practices nelle attività di digitalizzazione. Le categorie sono quattro, proprio come lo slogan che accompagna DIGITALmeet dal 2013: “Scopri” per chi vuole alfabetizzare cittadini, imprese ed enti pubblici, raccontare le opportunità o divulgare i segreti del digitale; “Usa” per chi vuole promuovere l’esperienzialità, progettare e definire l’esperienza dell’utente all’interno di spazi complessi o rendere accessibili gli strumenti digitali; “Crea” per chi vuole sfruttare la sharing economy e sviluppare progetti innovativi utilizzando nuovi spazi di lavoro come coworking e fablab, applicare approcci e metodi innovativi a imprese strutturate o avviare collaborazioni innovative con strumenti digitali; “Sogna” per chi vuole studiare nuove opportunità e anticipare i trend del mercato digitale. Le classi tecnologiche invece sono dieci: IoT, Digital technology platform, Intelligent apps, Virtual e augmented reality, Cloud computing, Artificial Intelligence e Machine Learning, ITC e energetic efficiency, Information security, Smart contract e smart working, Big Data Analysis.

TALENT BEER, LA BIRRA DI DIGITALMEET

Tra le tante curiosità e iniziative del DigitalMeet 2018 segnaliamo anche la “Talent Beer”, la birra di DigitalMeet. Come da tradizione infatti anche quest’anno verrà distribuita a tutti i partecipanti del DigitalMeet una birra artigianale creata appositamente per l’evento e realizzata grazie alla partnership con Birra Antoniana. La birra è stata creata dagli studenti del liceo scientifico Romano Bruni e dagli abitanti del Talent Garden padovano. Guidati da Luca Corterappis, Marketing Manager del Birrificio Antoniano, i giovani innovatori hanno degustato tre birre da 75 cl (una lager bionda, una bianca e una strong lager) senza nome né etichetta, utilizzando le loro competenze nell’ambito del digitale e della comunicazione per elaborare lo storytelling che accompagnerà le birre nel corso di #DM18. Dopo aver individuato alcune criticità del digitale e aver concordato che sognare è l’unico modo per risolverle, gli ospiti del Talent Beer hanno preso spunto dallo slogan del festival scopri, usa, crea, sogna e hanno scelto come nome Sogni?, declinato in tre versioni come le tre birre che inviteranno proprio a scoprire, usare e creare per sognare. Trovato il nome e il filo conduttore, resta aperto il discorso del vestito: le etichette sono state ideate e poi votate dal pubblico attraverso i social.