Sali le scale della metropolitana e ti ritrovi nel mezzo di Michigan Avenue, circondato da grattacieli e skaters che sgusciano da tutte le parti, incuranti delle auto in movimento. Siamo a Chicago, la ‘windy city’, come viene chiamata per i venti che vi spirano costantemente. Con i suoi 3 milioni di abitanti, è la terza metropoli più grande degli Stati Uniti, e il suo skyline sfavillante è tra i più alti del mondo. Città del jazz e del blues, è stata scelta dai più grandi registi come teatro dei loro film: la metropoli del Midwest è stata la meta per la realizzazione di personaggi indelebili, dai Blues Brothers ad Al Capone, fino agli adolescenti ribelli dei film di John Huges.

Chicago, si trova nello Stato dell’Illinois, sul Lago Michigan, ed è famosa per l’audace architettura, costellata di grattacieli, come i famosi John Hancock Center, la Willis Tower, alta 1451 piedi e precedentemente chiamata Sears Tower, e la neogotica Tribune Tower. La città è conosciuta anche per i musei, fra cui l’Art Institute of Chicago, che ospita rinomate opere impressioniste e post-impressioniste. Si sta bene, c’è un clima secco e caldo nel centro città, mentre i capelli si arricciano sempre di più mano a mano che ci si avvicina al lago Michigan, che pare mare aperto, ed è portatore di un tasso di umidità niente male. L’atmosfera è degna delle grandi metropoli, che tanto si differenziano dalle piccole province italiane: a nessuno, in Italia, verrebbe in mente di andare a fare la spesa in accappatoio e tantomeno, nelle nostre città, si troverebbe qualcuno intento a far ginnastica su un marciapiedi, con tanto di panca per addominali. Eppure, a Chicago è così: ti puoi sedere sugli scalini del B&B alle tre del mattino, in pigiama e a piedi scalzi, a goderti il caldo della sera, e nessuno ti guarda.

Il buonumore ti prende quando arrivi al famoso festival musicale Loolapalooza, un evento che richiama centinaia di persone da tutto il nord America, soprattutto giovani di ogni età: una settimana di concerti ininterrotti, con spazio per i gusti di ognuno, dal mattino fino alla sera, e un’organizzazione impeccabile delle Forze dell’Ordine. Arrivi a destinazione con il navigatore, ma solo perché ad un certo punto ti imbatti in un’orda di ragazzini travestiti che non sembra avere fine. È al palco principale del festival che, l’ultima sera, si può vedere una delle icone musicali degli ultimi decenni: Jack White, polimusicista, attore, cantante e produttore discografico che ti lascia senza parole, dopo due ore di concerto impareggiabile per grinta e versatilità. Poi non si può rinunciare al blues: e così si finisce al Kingstone Mines, a concludere la serata con l’esibizione pazzesca di una cantante di colore che non ha nulla da invidiare a colleghe decisamente molto più famose. Chicago è una città viva, dove non mancano eventi culturali di ogni tipo: al Grant Park è possibile ascoltare musicisti professionisti che si dilettano in concerti di musica classica, al Field Museum of Natural History si possono vedere fino a 21 milioni di esemplari in mostra.

La strada verso l’aeroporto internazionale O’Hare è lunga. Il caldo si fa sentire, ma la nostalgia per questa città vivace e multietnica è già presente ancor prima di lasciarla.