Sono passati vent’anni dall’ultima vittoria italiana ai mondiali di volley: quella del 29 novembre 1998 a Tokyo contro la Jugoslavia infatti è stata l’ultima grande vittoria della “generazione di fenomeni”, la prima nazionale capace di vincere per tre volte di seguito i mondiali (1990, 1994 e 1998) e che rimarrà per sempre nell’olimpo del volley. In questi ultimi vent’anni il mondo della pallavolo è cambiato radicalmente: la Jugoslavia non c’è più, c’è il rally point system (i set finiscono a 25 e non esiste il cambio palla), c’è il libero, si può prendere il pallone con i piedi…insomma a vederla così sembrerebbe un altro sport. E invece, nonostante tutto, la vecchia pallavolo è sempre rimasta la stessa: passione, sudore e tanta voglia di divertirsi e di mettersi in gioco. Purtroppo in questi vent’anni sono cambiate anche le gerarchie del volley mondiale, con l’Italia che è stata soppiantata dal Brasile che ha tirato fuori dal cilindro la sua generazione di fenomeni (3 mondiali e 2 olimpiadi vinte tra il 2002 e il 2016). Soltanto la Polonia è riuscita ad interrompere la striscia vincente dei verde- oro laureandosi campione mondiale nel 2014. Il nostro paese resta però ancora un punto di riferimento nel mondo della pallavolo internazionale: abbiamo un campionato di livello assoluto (solo i brasiliani e i russi ci tengono testa) e ad ogni occasione siamo sempre lì, come dimostra la medaglia d’argento portata a casa alle ultime olimpiadi di Rio de Janeiro.

SI GIOCA IN ITALIA (E IN BULGARIA)

I mondiali 2018 segneranno il ritorno degli azzurri sul gradino più alto del podio? Difficile dirlo, visto che al momento almeno tre squadre sulla carta ci sono superiori (Brasile,

Russia e Francia). Con le altre big (Polonia, Serbia, USA) ce la possiamo giocare, anche se oggi come oggi gli azzurri sembrano un po’ in ritardo. All’ultima Nations League infatti abbiamo rimediato un mediocre ottavo posto, è vero, ma ai mondiali sarà tutta un’altra musica. Anche perché quest’anno giochiamo in casa e quindi gli azzurri potranno contare sul fattore pubblico. Poter assistere ai mondiali è infatti una festa totale:emozioni, divertimento, palazzetti pieni…un’occasione che personalmente vi consiglio di non lasciarvi scappare. L’ultima volta che si è giocato in Italia, nel 2010, ci siamo fermati ad un passo dal sogno: eliminati in semifinale dal Brasile (tanto per cambiare), ci siamo dovuti accontentare della medaglia di legno dopo la sconfitta con la Serbia nella finale per il terzo e quarto posto.

IL PROGRAMMA

I paesi organizzatori di questo mondiale sono due, Italia e Bulgaria (la grande incompiuta del volley mondiale). La nostra nazionale giocherà la prima fase (9-18 settembre) nel Pool A a Roma e Firenze. Con Argentina, Slovenia, Giappone, Repubblica Dominicana. A Bari invece si giocheranno le partite del Pool C con USA, Russia, Serbia, Australia, Camerun, Tunisia. Dal 21 al 23 settembre scatta la seconda fase (gare a Milano e Bologna), con gli azzurri che se tutto va come deve andare dovrebbero giocare a Milano. Fasi finali poi a Torino a partire dal 26 settembre, con la finalissima domenica 30 settembre. Un mondiale che animerà i palazzetti di tutta Italia, con Bologna e Milano che sono senza dubbio le trasferte più comode per i tifosi veneti. Non ci è andata benissimo rispetto al 2010, quando Verona aveva ospitato le partite del Pool B con una indimenticabile Brasile-Cuba 2 a 3 (mamma mia che partitazza!). Peccato perché il Veneto è una delle regioni storiche del volley italiano, con Verona e Padova che continuano a tenere alta la bandiera del volley di casa nostra anche dopo la triste scomparsa di Treviso.

LA NOSTRA NAZIONALE

Come abbiamo detto gli azzurri arrivano a questo mondiale dopo la non felice esperienza alla Nations League ma con una squadra senza dubbio competitiva: Ivan Zaytsev e Simone Giannelli sono le due stelle di una squadra che ha una buona qualità e con ampi margini di crescita. Credo che sarà fondamentale però il ruolo di Chicco Blengini, allenatore che dovrà andare al di là delle tante polemiche che negli ultimi anni hanno creato troppa tensione tra gli azzurri. Italia campione del mondo? Per ora resta un sogno, ma lo sport ci ha insegnato che se non si sogna non si va da nessuna parte. E allora apriamo bene gli occhi e godiamoci questo splendido sogno iridato. Finché non sarà caduta a terra l’ultima palla potremmo ancora giocarcela e dire la nostra. Forza azzurri!