Come spesso accade nella vita, anche nel lavoro, alcune grandi opere nascono da un atto di generosità. Sembra l’incipit di un romanzo, ma in realtà sono le prima pagine della storia di un’impresa nata in provincia di Vicenza, punto di riferimento per il mondo della bicicletta da oltre mezzo secolo. C’era una volta un farmacista che anziché trascorrere la vita dietro a banconi ricolmi di medicinali preferì seguire la strada per cui si sentiva veramente tagliato, mettendo insieme passione, idee e ingegno. La storia narra che mentre attendeva di sostenere il colloquio finale per un posto nella farmacia di Bassano l’unico candidato rivale gli espresse la necessità di lavorare poiché aveva famiglia; lui lo interpretò come un segno del destino e rinunciò a una sicura carriera da farmacista per rincorrere la sua vocazione imprenditoriale. “Selle Royal nasce nel 1956 come piccolo laboratorio di selle per volontà del dott. Riccardo Bigolin, che era appunto un farmacista con un background di studi completamente diverso, ma prima di tutto era un illuminato uomo di business, un imprenditore lungimirante e un uomo di industria”.

A raccontarci la storia di colui che fondò l’azienda leader mondiale nella produzione di selle da bicicletta è Monica Savio, Corporate Communication Manager di Selle Royal Group: “Il dott. Bigolin collaborava assieme a suo zio in quello che una volta si chiamava Feltrificio Bassanese, poi fondò una vera industria, con sede nell’attuale stabilimento di Pozzoleone a partire dalla fine degli anni ’60. L’azienda fin da subito ha operato verticalmente nel settore della bicicletta per la produzione di sellini, produzione che si svolge in Italia con macchinari e tecnologie brevettate. Negli anni il dott. Bigolin è riuscito a portare diverse macro evoluzioni nell’azienda: la prima è stata quella industriale, rendendo semiautomatizzato un processo che prima era quasi manuale o introducendo delle novità dall’ampia visione di marketing come ad esempio la collaborazione con la Bayer per l’utilizzo in esclusiva di un gel da loro brevettato. Siamo stati così i primi a inserire con una tecnologia speciale il gel 3D all’interno di selle che hanno come obiettivo quello di essere confortevoli ed ergonomiche. Inoltre siamo stati i pionieri delle collaborazioni con le principali Università dello Sport, come quella di Padova, di Colonia e del Colorado, per conferire solide basi scientifiche alle forme dei nostri prodotti”.  

Ma per arrivare a queste importanti innovazioni nella realizzazione dei prodotti bisogna ritornare indietro agli anni ’60, quando il dott. Bigolin capisce che l’azienda per emergere davvero deve ampliare i propri orizzonti: “Era un uomo di ingegno, uomo di marketing e di industria che comprendeva benissimo le leggi del mercato: basti pensare che in un’epoca in cui si conosceva a malapena l’inglese lui parte alla volta dell’ Olanda e della Germania per conoscere il cliente tipo della bicicletta (che era lì allora come oggi), per testare il territorio e le diverse esigenze del consumatore internazionale. È lì che nasce la vera vocazione dell’azienda, ovvero di realizzare un prodotto che coniughi l’estetica e lo stile all’ergonomia specifica, quindi non una sella universale per tutti ma personalizzata per il singolo ciclista: ovviamente chi va in mountain bike ha esigenze diverse rispetto a chi predilige la strada, come chi usa la bici in città mantiene diverse posture in base all’ergonomia e alla pedalata della bicicletta”.

Forte dell’ampio respiro internazionale l’azienda cresce e vive negli ultimi vent’anni un processo di espansione fatto di nuove creazioni e recenti acquisizioni: “Innanzitutto bisogna fare un po’ di ordine. Selle Royal è un nome con cui si indicano tre anime diverse: l’azienda ‘Selle Royal Spa’ con sede a Pozzoleone; il marchio originario ‘SR’ specializzato nella produzione di selle per biciclette “da città”; infine l’azienda è la capofila di un gruppo più ampio di marchi e società che si chiama appunto ‘Selle Royal Group’. Nel 1997 comincia la diversificazione dei brand con la creazione del secondo marchio originale fi’zi:k, volutamente scritto con la fonetica da dizionario nell’ottica di essere internazionale e leggibile da chiunque. fi’zi:k nasce come brand racing, quindi un marchio che concepisce la bicicletta come sport performance e non come fitness o mezzo di spostamento e che non è strettamente correlato al prodotto sella ma ha l’ambizione di coprire altre tipologie di prodotti. La produzione e gli uffici sono siti in Italia e nel 2010 viene aperta la divisione scarpe, ovvero il marchio fi’zi:k viene applicato per la prima volta all’infuori del prodotto sella”.

“Gli anni 2000 sono anche il momento delle acquisizioni di aziende e marchi che ci permettono così di diversificare la nostra presenza geografica e di prodotto. Tutte le acquisizioni riguardano marchi molto iconici perché la missione del gruppo è quella di avere prodotti basati sul design, sul gusto e di essere riferimento per le communities specifiche di ogni tipologia di ciclismo. Brooks England è la prima azienda ad essere inglobata nel 2002: l’acquisizione ci portò anche ad ottenere un sito produttivo a Birmingham che ancora oggi è il polo di produzione delle selle in cuoio tipiche del marchio. La forza di Brooks consiste proprio nella sua heritage, un marchio di riferimento per il lifestyle per i ciclisti urbani, recentemente riposizionato con forte spinta verso il design ed il fashion. Brooks è il secondo caso aziendale in cui siamo “usciti” di categoria, dato che nel 2004 abbiamo aperto anche la divisione borse e zaini da ciclismo, passo che in realtà è stato un ritorno alle origini perché già nei primi anni del ‘900 lo faceva sotto un altro brand. I nostri zaini e le nostre borse sono state sviluppate per essere usate on the bike, quindi ci sono delle caratteristiche apposite tipo tasche, catarinfrangenze, porta borracce, etc. ma sono prodotti perfettamente utilizzabili anche in città o al lavoro, appunto off the bike, per l’attenzione al design, ai colori e ai materiali. Con Brooks ci stiamo avviando sempre più verso un settore diverso dal nostro, quello dell’outdoor e del fashion, anche se il mondo della moda è sempre stato molto vicino al ciclismo come lifestyle e viceversa”.

“Successivamente nel 2008 il gruppo ha acquisito Crankbrothers, con cui tocchiamo la gigantesca community dei mountainbikers, dall’ enduro, dal downhill al cyclo cross, producendo tutte quelle componenti eccetto le selle: pedali, ruote, reggisella, pompe eccetera. Gli uffici manageriali sono rimasti a Laguna Beach per scelta aziendale, perché i nostri colleghi californiani vivono in pieno quello che è lo spirito off-road, mentre abbiamo un polo logistico per le operations in Asia. Ultimo arrivato del gruppo, nel 2011, è Pedaled, brand di origine giapponese di abbigliamento da ciclismo sia urbano sia tecnico-performante, di alta gamma. Caratterizzato dal Made in Italy, dall’uso di materiali altamente tecnici e con un forte senso estetico”.

Quali prospettive future per l’azienda regina del settore ma che deve monitorare costantemente gli sbalzi umorali del mercato mondiale? “In questi anni abbiamo strategicamente diffuso la nostra presenza a livello geografico sia per attutire eventuali colpi di crisi a livello mondiale concentrati in maniera non omogenea a est e a ovest, sia per poter servire i nostri clienti in base ai loro spostamenti produttivi. A livello geografico abbiamo iniziato la diversificazione nel 2005 con una primissima società con un’azienda in Brasile. L’anno successivo abbiamo anche aperto una sede commerciale negli Stati Uniti, un mercato per noi molto difficile perché vastissimo ma che sta accogliendo sempre più la biciletta nella propria cultura. Infine abbiamo dal 2010 un’azienda con due siti produttivi e un ufficio commerciale per servire tutta l’Asia in maniera più efficiente”.

Oggi Selle Royal conta in Italia 350 dipendenti di cui 230 produttivi e 120 impiegati. A livello di Gruppo conta un totale di 1200 persone in tutto il mondo. “Il dato rilevante – conclude Monica – è che l’80% dei dipendenti produttivi in Italia vive in un raggio di 10km dalla sede di Pozzoleone: questo conferisce all’azienda un importante ruolo sociale verso la comunità vicentina, ed è una grande responsabilità che viviamo tutti noi dipendenti”. Anche se Riccardo Bigolin è scomparso quattro anni fa, il sogno lungimirante del farmacista che riuscì a fare la differenza nel mondo della bicicletta ha dato lavoro a intere famiglie per sessant’anni, e continuerà a farlo in quelli a venire.