Agatha Christie lo scelse come scena del crimine per Hercule Poirot nel più celebre degli assassini letterari; Sean Connery nei panni di James Bond scappava dai sovietici tra le sue lussuose carrozze in “Dalla Russia con Amore”, persino Bram Stoker nomina l’Orient Express come mezzo più veloce nell’inseguimento del fuggiasco conte Dracula diretto in Inghilterra.

Ma forse non tutti sanno che il treno dei sogni e dei misteri, oltre ad attraversare mezza Europa, fa tappa anche a Padova, più precisamente a Cittadella, dove da oltre 35 anni Gobbo Salotti si occupa della manutenzione di tessuti e imbottiture degli arredi presenti nei 18 convogli.

Mio padre Giovanni ha sempre lavorato con i treni attraverso le Officine di Cittadella, – ci racconta il figlio Alessandro Gobboche avevano appunto l’appalto per l’Orient Express. La prima collaborazione risale al 1982, mentre nel 1990 abbiamo realizzato per le Ferrovie dello Stato una carrozza speciale in occasione dei Mondiali di calcio. Quando poi le Officine di Cittadella hanno chiuso abbiamo continuato a seguire direttamente l’Orient Express nella manutenzione degli imbottiti, in linea con l’inconfondibile stile di inizio ‘900”.

Il tempo però passa anche per il treno più famoso del mondo e la società francese Belmond, che ne ha la proprietà, ha deciso recentemente di rinfrescargli un po’ il look, commissionando alla famiglia Gobbo prima l’intero rinnovamento della carrozza bar, con la sostituzione di tessuti e tendaggi più eleganti ed attuali e successivamente la realizzazione degli arredi esclusivi per le tre Grand Suites ricavate da un’unica vettura destinata originariamente al personale. Una svolta storica per l’Orient Express, dettata anche dal fatto che spesso gli ospiti facoltosi usavano prenotare un’intera carrozza per avere maggiore privacy.

La produzione è cominciata a settembre ed è terminata a marzo e ha impegnato almeno due persone fisse, più altre due di supporto. In totale non erano molti elementi – prosegue Alessandroma molto complessi da realizzare, visto che ognuno doveva avere un tessuto e una lavorazione diversa a seconda dello stile personalizzato previsto per le suite, non a caso ribattezzate Venezia, Parigi e Istanbul. In tutto abbiamo realizzato tre divani con sedute scorrevoli e vano contenitore, con i braccioli rimovibili per poterli trasformare in letti; tre poltroncine dalle misure ridotte, in particolare quella per la suite Istanbul aveva le brocchette attaccate una alla volta sul legno, lavoro molto impegnativo perché si rischiava di scheggiarlo; tre letti sempre con vano contenitore, e anche in questo caso il più impegnativo è stato quello della suite Istanbul, tutto foderato in pelle con 3.000 brocchette applicate a mano una ad una sul bordo del letto; infine tre pouf e vari pannelli di rivestimento. La tappezzeria e i tendaggi li abbiamo ordinati su un capitolato richiesto dai committenti, erano tutti tessuti pregiati che costavano tra i 300 e i 500 euro al metro”.

Un prestigioso lavoro di altissima qualità che riflette tutto l’impegno di una vera e propria eccellenza artigianale veneta:

Ora, al di là di questo importante progetto, il nostro obiettivo è di personalizzare tutti i nostri prodotti in base al cliente, cercando di accontentare qualsiasi esigenza per quanto riguarda misure, tessuti, modello, meccanismi. Miriamo sempre a realizzare prodotti esclusivi proponendo qualcosa di nuovo, nel tessuto o nella modellistica, collaborando anche con architetti esterni in modo che ogni cliente possa portare a casa un pezzo unico. Altrimenti tutti i divani sarebbero uguali, fatti da dei piedini, dei cuscini e dei braccioli, fine! Questa è la nostra filosofia”.

Nata come piccolo laboratorio artigiano a Cittadella nel 1975 grazie all’intraprendenza di Giovanni Gobbo e sua moglie Teresa, ai quali nel corso degli anni si sono affiancati i figli Sonia, Alessandro, Cristian ed Enrico, oggi la Gobbo Salotti conta quattro sedi (oltre allo Showroom di Cittadella, Treviso, Resana e Rosà) e 22 dipendenti, molti dei quali cresciuti professionalmente all’interno della stessa azienda e che “sono a tutti gli effetti parte della famiglia, lavorando con noi da più di trent’anni. Il lavoro svolto per l’Orient Express ha riempito giustamente di orgoglio anche loro”.

A proposito, niente giro sul treno dei desideri?

Succederà prima o poi! – ride AlessandroI nostri genitori però l’hanno fatto lo scorso anno, è stato un regalo da parte di noi figli, hanno vissuto questa esperienza magica viaggiando da Venezia a Parigi. E a noi chissà quando toccherà!