Le giornate si sono allungate, il clima è gradevole e finalmente possiamo passare delle belle ore all’aperto con i nostri migliori amici. Tra i prati e l’erba alta possono nascondersi delle insidie fatte a “forasacchi”, nome comune che indica le ariste di graminacee selvatiche. Queste piante sono largamente diffuse nella stagione estiva nei campi incolti e lungo i margini di strade e viali e possono nascere spontaneamente anche nelle aiuole e giardinetti cittadini. Perchè fare cosi attenzione? La particolarità di questi semi è quella di avere una punta acuminata e un sistema di appendici che consente l’imbrigliamento tra i peli degli animali.

La particolare disposizione di queste appendici consente al seme solo il movimento in una direzione: così se il forasacco entrerà in cavità nasale o auricolare, non potrà che procedere approfondendosi sempre di più, causando addirittura perforazione del timpano o localizzandosi in profondità nelle vie aeree causando una broncopolmonite. Quando il forasacco si imbriglia tra i peli, grazie alla presenza della robusta punta, comincerà lentamente a perforare la cute per poi penetrare e raggiungere le regioni del corpo più disparate attraverso dei tragitti fistolosi, provocando infezioni e reazioni da corpo estraneo, la cui gravità varia in funzione del tempo di permanenza e dalla localizzazione. È pertanto evidente come i soggetti a pelo lungo siano più facilmente a rischio. Improvvisi e ripetuti starnuti, incessanti scuotimenti della testa, zoppie di vario grado sono i sintomi causati dall’ingresso di un forasacco in cavità nasale, auricolare o attraverso la cute rispettivamente.

QUALI SONO I SINTOMI CHE CI DEVONO ALLARMARE?

Dipendono dalla zona “di attacco”:

  • ZAMPA Zoppia, leccamento, gonfiore.
  • CUTE Gonfi ore, Arrossamento, Dolore
  • NASO Starnuti ripetuti, Scolo o Sanguinamento
  • OCCHIO Occhio chiuso, Gonfi ore, Lacrimazione
  • ORECCHIO Scuotimento, Grattamento, Testa inclinata
  • GOLA Tosse, inappetenza

Perché il problema venga risolto, qualsiasi sia la sede, la spighetta andrà asportata e, quanto prima questo verrà fatto, tanto minori saranno i danni causati. Sarà quindi fondamentale al primo dubbio di un forasacco contattare subito il medico veterinario che, in base alla sede ed alla sintomatologia, sceglierà il modo più giusto di indagare ed intervenire. Il consiglio che vi diamo è comunque quello di evitare il fai da te che rende più complesse le successive manovre di ricerca e asportazione. Fondamentale sarà dunque agire sulla prevenzione: evitiamo per quanto possibile di condurre il nostro compagno in aree verdi, se vediamo la presenza di queste “spighe”. Al ritorno dalle passeggiate esaminiamo sempre il mantello del nostro amico, controllando anche in contropelo. Le parti del corpo del cane più a rischio, e quindi da monitorare con maggiore accuratezza, sono naso, occhi, orecchie, bocca e zampe (in particolare gli spazi tra le dita). Cerchiamo di mantenere il mantello ordinato accorciando un po’ le frange e il pelo interdigitale nei soggetti a pelo lungo, facilitandoci così l’operazione di ispezione. Che altro dire? occhi bene aperti…e buona passeggiata!