Emanuel Mian è senza dubbio uno degli psicoterapeuti più esperti d’Italia, risultato di le oltre 12.000 ore di lavoro nella terapia di pazienti con disturbi del comportamento alimentare e dell’immagine corporea. È professore a contratto del Master in “Dietistica e Nutrizione Clinica” e del Corso di Laurea in Dietistica presso l’ Università di Pavia, e le sue ricerche relative al dismorfismo corporeo nei disturbi alimentari (anoressia, bulimia e binge eating) sono state riportate in centinaia di comunicazioni a congressi e pubblicazioni scientifiche, ma anche in importanti programmi di divulgazione scientifica come “SuperQuark” di Piero Angela. È inoltre supervisore e responsabile di diversi centri in Italia per la diagnosi e cura dei Disturbi dell’Alimentazione e di supporto ai pazienti obesi che si sottopongono alla chirurgia bariatrica. Nel 2017 Mian è stato protagonista di uno dei più interessanti casi editoriali della stagione, grazie a tre audiolibri pubblicati dall’editore californiano LA CASE Books che hanno letteralmente dominato la classifica di vendita di iTunes Store Italia. Il successo degli audiobook non è passato inosservato tanto che ora MINDFOODNESS è diventato anche un libro pubblicato da Mind Edizioni. Abbiamo incontrato il Dottor Mian per una chiacchierata per capire che cos’è la MINDFOODNESS e per conoscere meglio il suo lavoro.

“MINDFOODNESS è un gioco di parole – ha risposto Mian – che trae spunto dalla Mindfulness, vale a dire la presenza consapevole al momento presente, e dal mio amore per la ricerca sul cibo ed il comportamento alimentare delle persone. Da oltre 12 anni ormai mi occupo di come e perché mangiamo e volevo tradurre tutto in strumenti che potessero essere pratici e pronti all’uso per la vita di tutti i giorni. Non dobbiamo essere degli orientali o dei guru della meditazione per poter vivere segretamente il nostro rapporto con il cibo, corpo e le emozioni. Per questo ho concepito MINDFOODNESS, per parlare di MIND e cioè di come la mente sia in realtà da addomesticare perché non sempre è nostra alleata, FOOD per aiutare le persone a mangiare in maniera consapevole e senza perdere il gusto di alimentarsi, NESS in quanto molto spesso non sono presenti le competenze emotive per affrontare i rapporti con gli altri ma soprattutto con noi stessi”.

L’audiolibro è un formato molto in voga in questi ultimi anni ma che non ha ancora raggiunto i livelli di diffusione che ci sono in paesi come Stati Uniti, Germania o Inghilterra, perché questa scelta?

“Ho scelto l’audiolibro per gioco e per una scommessa sul mondo digital, mi rendevo conto che la mia voce era molto diversa quando parlavo con i miei pazienti rispetto a quando, ad esempio, mi trovavo a suonare con gli amici e comprendevo che c’era qualcosa che passava oltre. Creso sia quel ‘qualcosa’ che rende un terapeuta diverso dall’altro, anche perché come mi piace ripe ripetere, gli psicologi non sono tutti uguali, c’è chi è più efficace dell’altro ed un motivo sicuramente c’è. Molto passa anche dalla modalità di comunicazione e l’audiolibro mi permette di mantenere il contatto con chi mi segue, quasi come se fosse in una seduta di psicoterapia o di coaching nutrizionale con me. La scommessa direi che è stata vinta, dato che ormai siamo rimasti primi in classifica per diversi mesi, con attestazioni di affetto e stima che sono andate oltre le mie più rosee aspettative”.

Lei è molto attivo nel web, qual è il suo rapporto con i social network?

“Beh, direi molto buono, non potrei ormai intendere il mio lavoro senza social, sono presente su Facebook (@emanuelmianpsicologo) e su Instagram (@emanuel_mian) e penso che la rivoluzione digitale ci permette di fare molte più cose anche sotto l’aspetto del supporto psicologico. Mi hanno permesso di avvicinarmi ancora di più alle persone ed ad ascoltare i loro bisogni, cosa che mi vedrà impegnato anche a sfornare nuovi audiolibri e libri “tradizionali” (ovvero cartacei ed eBook). MindFoodNess è nato proprio sui social, avevo iniziato nel 2012 a creare frasi motivazionali dato che penso siano troppo inflazionate quelle dei grandi pensatori e sinceramente ritengo che se uno psicoterapeuta non ha qualcosa di nuovo da dire, non ha neppure molto di nuovo da poter mostrare a chi si rivolge a lui”.

Quindi il suo lavoro con l’esplosione dei social network è cambiato. Hanno avuto un impatto sulla vita dei suoi pazienti?

“Sì, i social network e soprattutto le applicazioni sugli smartphone hanno avuto un impatto importante anche sui miei pazienti, dato che utilizzo le nuove tecnologie sin dal 2004, quando inventai uno strumento per la diagnosi e cura dei disturbi dell’immagi dell’immagine corporea partendo dalle immagini dei pazienti e simulando il sovrappeso e il sottopeso (strumento presentato anche da Piero Angela durante una puntata di SuperQuark). Ora seguo molti pazienti via Skype e tramite una applicazione che abbiamo sviluppato con Emotifood in cui seguiamo in tempo reale come si alimentano le persone che devono perdere peso o che, al contrario, devono recuperarlo. Molti dei miei pazienti poi, seguono i miei social e vedono anche il mio lato umano, cosa che era impossibile da fare in passato e, anzi, vi era un certo timore a mostrare che uno psicoterapeuta potesse anche avere una vita (ride)”.

Quali sono le problematiche che oggi influiscono di più nei problemi legati al peso?

“Le problematiche che influiscono maggiormente nei problemi legati al peso sono di natura ambientale. La famiglia in cui nasci condiziona per il 50% il modo in cui ti alimenti e l’importanza che dai ad una corretta nutrizione. Da qui vi sono anche le propensioni verso i cibi dolci o molto salati che possono essere causate anche dal fatto che è molto difficile alimentarsi bene quando si è fuori casa, e la vita odierna ci porta ad essere spesso lontani dalle mura domestiche, costringendoci a pasti veloci e molto spesso scompensati verso un alto quantitativo di carboidrati, grassi e zuccheri. Oltre a questo vedo moltissime persone con la cosiddetta ‘fame nervosa’ e questo condiziona non solo cosa si mangia, ma anche la velocità con il quale questo avviene e, soprattutto, la quantità di cibo che innesca un meccanismo di aumento di peso e disperati tentativi, spesso dell’ultimo minuto, per porvi rimedio”.

Spesso si pensa che obesità e anoressia siano gli unici problemi legati al peso e alla forma corporea, ce ne sono altri?

“Si, ovviamente ci sono molti altri problemi alimentari che non vengono mostrati dai media, probabilmente perché non se ne è a conoscenza o perché obesità e anoressia sono ben visibili anche senza parlare con chi ne soffre e fanno più ‘notizia’. Ma esistono paure specifiche verso il cibo che hanno a che vedere con traumi legati a specifici alimenti o al timore di vomitare (emetofobia) o di non deglutire e quindi soffocare (anginofobia), problematiche verso il quale sono specialista mio malgrado, dato che in Italia siamo in pochi a trattare casi così specifici. Vi è anche l’ortoressia nervosa, vale a dire l’ossessione verso il mangiare sano, in estrema sintesi, che rappresenta una anticamera verso i disturbi alimentari più conosciuti, così come il disturbo dell’immagine corporea, quel ‘non piacersi’ che spesso diventa un vero e proprio male di vivere”.

È vero che oggi i disturbi legati al peso e all’immagine corporea iniziano prima rispetto ad una volta?

“Si, purtroppo notiamo un aumento dei casi precoci, occupandomi ormai di questi problemi da molto tempo, ho notato nella mia pratica clinica l’abbassamento a 8 anni d’età cosi’ come all’aumento di casi di pazienti in età avanzata, oltre i 40/45 anni intendo”.

Lei prima ha citato Emotifood, di che cosa si tratta?

“Emotifood è un progetto che fa un po’ da contenitore per MindFoodNess, tutto è partito da un centro di alta specializzazione che ho creato insieme alla massima esperta in Italia di dietistica applicata alla chirurgia dell’obesità, la Dr.ssa Emanuela Russo a Monza. Dato che riusciva a fare miracoli con i pazienti più difficili, ho pensato giustamente che potesse fare cose notevoli anche con coloro che avevano pochi chilogrammi da perdere: infatti non mi sbagliavo. In pochi anni Emotifood è diventato il riferimento per l’approccio psiconutrizionale all’alimentazione in Italia e ne sono orgoglioso perché abbiamo creato, oltre a innovativi strumenti digitali per aiutare le persone come le ”app” per seguire meglio i nostri pazienti e software per la diagnosi e cura, anche dei prodotti proteici di altissima qualità che presto esporteremo anche all’estero. Emotifood racchiude proprio la parte “emoti” legata alle emozioni e quella “food” legata all’alimentazione, tutto unito per avere un approccio più completo per rispondere a cosa, quanto, come e perché ci alimentiamo”.

Cosa le piace di più del suo lavoro?

“Mi piace ascoltare tutte le storie che vivono le persone che a me si affidano

ed essere curioso del modo di poter uscire dai blocchi che li hanno portati a mantenere la sofferenza o ad una vita difficile a causa di cibo, corpo ed emozioni. La cosa più’ bella del mio lavoro è che quando non ci saro’ piu’, avro’ vissuto migliaia di vite e fatto migliaia di cambiamenti insieme ai miei pazienti. Penso sia importante essere curiosi del problema che la persona ti porta quando varca la soglia del tuo studio ma è anche piu’ importante sentire come propri”.

Visto che siamo in chiusura, ci dia tre consigli (Mind – Food – Ness) per restare in forma e prepararci al meglio all’estate (e alla temutissima prova costume!)

“Beh, vi darò un consiglio unico che campeggia anche nel mio studio ed è una delle prime frasi che ho creato: lascia andare le zavorre mentali se vuoi volare. Aggiungo che molto spesso le gabbie che ci creiamo, sono proprio unicamente nella nostra mente e proprio per questo, più facilmente accessibili…se sai come fare :-)”.