Per qualche strano scherzo della luce, i canini sembrano più lunghi e aguzzi degli altri”. Correva l’anno 1897, quando viene pubblicato, per la prima volta, Dracula di Bram Stoker. Da allora la Transilvania è leggenda, come il protagonista del capolavoro letterario, i suoi denti aguzzi, il pallore della morte, la necessità del sangue, il buio come condanna, la vita eterna, imprigionato in un gioco crudele: questo il destino del vampiro per eccellenza. Da quel tempo ad oggi la Transilvania rimane una regione, al centro della Romania, avvolta nel mito e nella natura, ancora selvaggia e incontaminata. Il suo stesso nome ne racchiude la sua essenza “Terra oltre le foreste”. Pur non essendosi mai spostato dalla sua Irlanda Bram Stoker se la immaginava così: “non v’è superstizione al mondo che non si annidi nel ferro di cavallo dei Carpazi, quasi fosse il centro di una sorta di vortice dell’immaginazione” fa dire nelle pagine del proprio diario a Jonathan Harker, protagonista del suo Dracula. E coglie nel segno, poiché la Transilvania ha una natura meticcia, in cui il reale si mescola a una dimensione altra, metafisica, di terra al di là del tempo. Lungo le sue strade poco trafficate fra una città e un’altra, che, nelle secondarie, diventano anche poco asfaltate, in cui ancora si aggirano carretti trainati da cavalli, in cui ancora la gente si sposta pure a piedi e viene caricata per raggiungere la prossima città, il tempo assume un valore differente, quasi sospeso. La sua natura, la sua ruralità, a tratti selvaggia, riporta ad anni lontani, ad un passato impolverato racchiuso nella nostra memoria. In questa primavera, se avete voglia di riportare alla luce quel passato, nei ponti festivi, o per trascorrere una settimana diversa, lontana dagli stress quotidiani, la Transilvania potrà divenire il vostro place to be.

VIAGGIO ON THE ROAD TO TRANSILVANIA – LAND OF VAMPIRES

Dal nostro Nordest, se i giorni non sono molti, la soluzione più facile, è un volo low cost, a poco più di cento euro, andata e ritorno, con la compagnia WizzAir, che vi porta nel suo centro pulsante e moderno, quello di Cluj Napoca. Ah, se avete qualche remora nei confronti della Romania, e degli stereotipi che la descrivono nella cronaca sui nostri giornali, lasciateli a casa. La Romania per secoli è stata divisa in quattro grandi Regioni storiche, la Valacchia, la Moldavia, la Transilvania, e la Dobrogea, luoghi incantevoli, ricchi di storia e cultura, assolutamente da visitare. La Transilvania durante la sua storia ha subito un lungo dominio ungherese e asburgico e il suo sviluppo ha avuto, quindi, una forte influenza austriaca; la Valacchia e la Moldova, invece, sono state province relativamente indipendenti, le cui capitali hanno subito un forte sviluppo. Geograficamente, oggi, la Romania è divisa, da ovest a est, nelle seguenti regioni: Banato, Crisana, Maramures e Transilvania, che, tutte insieme, componevano l’antica Transilvania; Moldova, che include anche il territorio chiamato Bucovina; Muntenia e Oltenia, che insieme formavano la Valacchia; Dobrogea.

SI RESPIRA LA MITTELEUROPA A CLUJ-NAPOCA, LA SUA CAPITALE

Tornando a Cluj-Napoca, il centro pulsante della Transilvania d’oggi, sappiate che la città nel 2016 è stata capitale della gioventù europea, e se le periferie conducono al suo periodo comunista e al regime che per anni ha stretto lo stato nella morsa della dittatura di Ceausescu, ora invece la sua internazionalità è sotto gli occhi di tutti. È la città dei festival di importanza internazionale, per sintesi ricordiamo qui quello cinematografi co, il TIFF (fra fi ne maggio e inizio di giugno) e quello di musica elettronica il UNdold, che da anni porta in agosto migliaia di persone. Il nostro viaggio parte da qui, da Cluj-Napoca (o Klausenburg), proprio come quello di Jonathan Harker. Nella sua piazza principale, Piața Unirii, troverete la statua di Mattia Corvino, e la cattedrale di San Michele dalle forme gotiche e cupe, colonne slanciate e diafane, insomma forme d’elezione per ospitare nell’immaginario vampiri e lupi mannari, come del resto le vecchie case del centro con i loro tetti aguzzi e le tegole scure, color rosso sangue. Ma Cluj è famosa anche per l’università che attrae studenti di tutto il mondo, grazie alle facoltà di Lettere e High Technology. L’atmosfera da MittelEuropa la ritroverete, passeggiando fra i bistrò, in questa città fi glia delle tre culture ed etnie che la compongono: rumena, ungherese e tedesca. Appena fuori città, a Bontida, non mancate di andare a vedere il meraviglioso palazzo seicentesco, su progetto dell’italiano Agostino Serena, di Castel Bánffy, che è anche una delle location del Transylvanian International Film Fest. Del resto Cluj è la capitale cinematografica dell’Est Europa e in centro ha il suo quartier generale a “Casa TIFF”. Poco distante da Piața Unirii, perfetta per le vostre pause culinarie, è la città vecchia, le sue vie ciotolate, affascinanti e bohemienne, che, appena inizia il bel tempo, si animano con i tavolini all’aperto, ma alla sera, le candele e la loro luce fioca, i piatti dal sapore antico, come il goulash con patate, speziato di paprika forte, vi condurranno, invece, in una dimensione.

MEDIOEVO, VAMPIRI, LEGGENDE

La mattina successiva sarete pronti per spingervi all’interno della regione, per iniziare davvero la vostra avventura on the road. Potete farlo noleggiando un’auto, con cui raggiungere le città principali. Fatelo! E raggiungete Sighișoara, la città medievale dalle diciotto torri. Qui nacque Vlad l’Impalatore, voivoda della Valacchia e campione cristiano della guerra condotta contro la Sublime Porta Ottomana. Nonché la fi gura storica da cui prende forma il personaggio di Dracula. Fra la casa color ocra di Tepeș e le torri delle corporazioni, non potrete non cogliere l’eredità sassone, dunque tedesca, di questo territorio. I cavalieri Teutonici in Transilvania dominarono per molto tempo nel tredicesimo secolo. Vennero cacciati con una guerra sanguinosa dal Principe Bela IV, fi glio di Andrea II, e da un’alleanza di Boiardi. Loro chiamavano questa terra Siebenbürgen alludendo alle sette città (Biștrita, Brașov, Cluj-Napoca, Mediaș, Sebeș, Sibiu, Sighișoara) che ne rappresentavano il suo cuore. Dopo le chiese fortificate di Biertan e Mediaș, procedete verso Sibiu. Vi accoglieranno piazze luminose e affollate di caffè all’aperto, palazzi antichi e guardate più in alto, guardatene i tetti. C’è qualcuno che vi scruta? Sì, avete visto che gli abbaini diventano occhi? Sono a forma di palpebra, e vi guardano dall’alto. Vi sentite osservati da sguardi inquieti? Beh, allora, è probabile che un brivido corra lungo la vostra schiena quando arriverete a Brașov, nel suo centro, davanti alla Chiesa Nera. Nera. Sapete perché? Le sue mura affumicate furono incendiate nel 1689. E sulla chiesa c’è pure una leggenda: pare che un giovane apprendista fu fatto precipitare dalla guglia del campanile dal suo capomastro che ne avrebbe poi murato il cadavere all’interno della cattedrale per nascondere il proprio crimine. Se state sorridendo per esorcizzare la paura, è il momento giusto per andare oltre. Spingersi nella nebbia vampira e non chiedersi come mai c’è spesso qualcosa d’ineffabile e sanguinario nella storia della Transilvania. Insomma, è giunta l’ora di raggiungere il castello di Bran, fosco e magnifico. Chiamato da tutti Castel Dracula. Ma in verità la dimora di Vlad Tepeș, cavaliere dell’Ordine del Drago (da cui il nome Dracula), si trovava in cima ai Carpazi, a Poenari, vicino a Curtea de Argeș in Valacchia. Ma, secondo la leggenda, Stoker avrebbe tratto ispirazione proprio da Bran per il castello del suo celebre personaggio. Le teorie non mettono tutti d’accordo, però, su questo punto. Del resto l’autore irlandese non visitò mai la Transilvania, e in verità è ormai chiaro che il maniero del conte dovesse situarsi nell’odierna valle del Bargau, al confine con la Bucovina e dunque ben lontano da Bran. Insomma dubbi e incertezze dominano, ma il suo nero fascino conduce qui migliaia di visitatori.

RITI ANTICHI, RITMI LENTI, ARCANE MAGIE NELLA PASTORALE TRANSILVANA

Il giorno successivo una Transilvania meno nota sussurra alle vostre orecchie: è quella della campagna, quella rurale e nascosta, appartata e schiva, quella in cui il ritmo di vita si fa lento e antico. Selvaggia al punto giusto e pastorale, fatta di villaggi sparsi, e da favola, fra Sibiu e Brașov, ai piedi dei monti Făgărăș, lungo strade in cui i carri sono ancora trainati dai cavalli e in cui le famiglie rom vendono le loro pentole fatte di rame, o i frutti di bosco raccolti. Tradizioni, radici e credenze popolari si fanno strada. A Sibiel, dove gli orsi spesso fanno incursione nei frutteti e gli abitanti si misurano con branchi di lupi alla ricerca di cibo, il tempo pare essersi fermato: i cancelli sono di legno intagliato, le case dipinte d’azzurro e viola, i pozzi d’acqua pura. Un continuum di villaggi che sorprende e conquista in modo diverso, e per assaporare a pieno l’intensità dell’attimo, brindate con l’acquavite di prugna, la Țuică

LA TAPPA IMMANCABILE NEL CUORE DEI CARPAZI: LA TRANSFAGARASAN

A metà fra Sibiu e Brașov è tempo di deviare dalla strada principale per percorrere quella che è una tappa immancabile: la strada Transfăgărășan. Fatta costruire nel 1974 dal presidente della Romania e dittatore Nicolae Ceaușescu, per creare una via di fuga nel caso d’invasione sovietica, la Transilvania ha una storia incredibile: il dittatore rumeno non esitò a utilizzare seimila tonnellate di dinamite per far saltare quasi quattro milioni di metri cubi di roccia. I ritmi di lavoro, forsennati, costarono la vita a quaranta soldati, periti mentre veniva realizzata. Oggi, è una strada di montagna incredibile, entrata nel mito anche grazie al programma televisivo inglese TopGear che la definì la più bella al mondo. Da nord a sud il percorso attraversa il confine fra Transilvania e Valacchia, a partire da Arpasu de Jos per salire fino al lago Bâlea, di origine glaciale, e proseguire fino alle porte di Pitești nei pressi di Curtea de Argeș, un tempo sede della reggia di Vlad Tepeș. La strada sale serpentina, e dopo i boschi lussureggianti sbucherete fra le rocce, nel cuore pulsante dei Carpazi, lungo la catena dei monti Făgărăș. Giunti al lago Bâlea, a circa duemila e cento metri d’altezza, a ristorarvi ci saranno le bancarelle colorate degli artigiani che affollano la strada. Fra abiti tradizionali e delizie per il vostro palato, il silenzio delle montagne sarà come un caldo abbraccio, mentre i vostri occhi potranno trovare riposo sulle note azzurre del lago. Prendete un respiro, chiudeteli in quest’atmosfera di pace. Sentite il fischio del vento. Raffiche a tratti repentine. È solo il vento? O vi par di cogliere anche il frullo d’ali del vampiro?