Le ragazze terribili del calcio a 5 padovano ne hanno combinata un’altra. Quest’anno infatti non si sono accontentate di far parlare di loro il mondo dei social network, ma hanno deciso di piazzarsi al primo posto in classifica. Dopo il secondo posto dell’anno scorso nella TuttocampoCup (campionato nazionale amatoriale calcio a 5 femminile) evidentemente hanno iniziato a prenderci gusto. E i loro tifosi stanno sognando la storica vittoria in campionato. Può sembrare incredibile, e a tutti gli effetti lo è, ma da qualche anno ormai in provincia di Padova le iniziali “F.C.B.” non sono più sinonimo di Fubtol Club Barcelona, ma di Footbal Club Bomberine. E adesso come lo spieghiamo a tutti gli italiani convinti che il calcio sia uno sport esclusivamente riservato ai maschietti? “Quando dico che gioco a calcio la prima reazione è sempre di stupore: sembra impossibile associare una donna a uno sport che, soprattutto in Italia, si crede possa essere soltanto maschile”, mi racconta Cristina Zaccagnino, classe ’87, capitano del Football Club Bomberine.

SFRONTATE E SORRIDENTI

In un mondo in cui il calcio a 5 femminile è da sempre figlio di uno Sport minore (già lo è il calcio a 11 femminile, figuriamoci il calcetto…), queste ragazze sorridenti e sfrontate hanno deciso di mettersi al centro dell’attenzione, e ci sono riuscite alla grande. Grazie alla loro carica di simpatia e all’effetto domino dei social network le FC Bomberine, infatti, sono riuscite a dare a tutto il movimento femminile una visibilità enorme e per certi versi inaspettata. I loro post su Facebook hanno centinaia, a volte migliaia di like, e da quest’anno alle partite iniziano a vedersi anche tanti tifosi ed appassionati, cosa impensabile fino a pochi anni fa per il campionato amatoriale di calcio a 5 femminile. E così da piccola realtà di provincia le FC Bomberine sono diventate un fenomeno mediatico in tutta Italia, al punto che il mese scorso sono state ospiti di Quelli che il calcio, storico programma di Rai2 dedicato al mondo del pallone tricolore. Un altro risultato che fino a poco tempo fa sembrava impossibile da raggiungere per delle ragazze che si divertivano a inseguire un pallone nel campionato nazionale amatoriale di calcio a 5.

UN GRUPPO STRAORDINARIO

Quando chiedo a Anna Stoppa, classe ‘95 e capocannoniere del campionato, qual è il segreto della squadra, non ha nessun dubbio: “Fondamentalmente siamo un gruppo di amiche che si divertono insieme, qualcosa che va al di là dei risultati sul campo”. Anche Zaccagnino la pensa così: “Non cambierei mai la squadra! Siamo un gruppo unito legato da una gran voglia di divertirci tutte insieme. Condividiamo molto anche al di fuori del campo, tanto che tra di noi ci piace dire che siamo come una famiglia. Un esempio? Abbiamo aspettato che il Mister se ne andasse in vacanza per regalarci una giornata tutte insieme alle terme. La nostra forza sta proprio nell’essere unite, e poi nel saper affrontare tutto con il sorriso. Il calcio a 5, così come il calcio a 11, è uno sport di squadra e quindi è fondamentale scendere in campo come un gruppo unito. Solo in questo modo si può vincere e, forse, è proprio questa la sfida più avvincente quando si gioca”. Sono ragazze normalissime, unite da una grande amicizia, da una enorme passione per il calcio e dalla voglia di essere protagoniste fuori e dentro dal campo. Tabù? Pregiudizi? Regole scritte e non scritte? Le Bomberine alzano le spalle e, molto semplicemente, se ne fregano. E hanno perfettamente ragione.

SI GIOCA PER VINCERE

Un gruppo compatto e coeso che, dunque, quando scende in campo punta soprattutto a vincere, come ci tiene a sottolineare Stoppa: “La competitività e la voglia di ottenere risultati restano aspetti fondamentali, sia chiaro che noi giochiamo per vincere. Del resto devo dire che la competitività del calcio, così come le dinamiche di squadra, sono le cose che personalmente mi appassionano di più di questo sport”. E, infatti, i risultati non mancano: dopo il secondo posto nazionale dell’anno scorso le FC Bomberine quest’anno sono in testa al campionato, anche se la strada che porta al titolo è ancora molto lontana. I social network hanno già premiato questa attitudine scanzonata e a tratti irriverente. Le ragazze terribili del calcio a 5 hanno scardinato i paradigmi di un ambiente molto chiuso, utilizzando il web per raccontare in maniera spontanea e naturale le loro vittorie e le loro sconfitte. Una narrazione disruptive che ha premiato proprio perché autentica: un weekend in montagna tra amiche si trasforma nel ritiro delle FC Bomberine (proprio come fanno le grandi squadre di Serie A), e la quotidianità delle ragazze è l’occasione per dar vita a uno storytelling multimediale in cui emerge una passione sentita, vera. Chi l’ha detto che anche delle ragazze non possono farsi un bel selfie tutte insieme in spogliatoio dopo una vittoria come fanno i big della SerieA? Detto fatto, ed ecco che nei social spuntano addirittura squadre di calcio maschili che, da tutta Italia, inviano le loro foto mentre si mettono in posa imitando e replicando le Bomberine. E non mancano gli aneddoti curiosi e divertenti, come sottolinea Zaccagnino: “Ricordo ancora il nostro ritiro in montagna. Partiamo per una lunga camminata nel bosco. Primi 10 minuti compatte assieme. Dall’undicesimo in poi tutte disperse per i monti… con il Mister costretto a risalire il sentiero per ritrovare le disperse!”.

UN SOGNO DA RAGGIUNGERE

Niente filtri, niente pose finte e stereotipate ma soltanto tanta voglia di stupire e divertirsi. Un modo di fare rock con piena consapevolezza della propria femminilità e del fatto che non esistono complessi di inferiorità nei confronti dei maschi con la stessa passione per il pallone. Queste ragazze che se ne fregano dei pregiudizi mostrano a tutti quanto si divertono inseguendo la loro passione, così come fanno tanti centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze ogni giorno nei campetti di tutta Italia. Hanno un sogno, quello di vincere il campionato, ma sanno bene che il legame che si è creato tra loro va al di là del pallone. Una bella lezione per il mondo dello sport che troppo spesso si perde dietro a polemiche inutili o a personaggi costruiti a tavolino.