Uno, due, tre. Le punte dei piedi danzano, il trampolino oscilla, l’acqua si apre in una piccola corona di schizzi che incorniciano l’ultimo tuffo. Uno sguardo furtivo al tabellone, anche se il sorriso disteso tradisce la consapevolezza di chi sa, dopo anni di sacri ci e allenamenti, di aver disputato la gara perfetta.

Elena Bertocchi è una ragazza di 23 anni dalla risata solare e contagiosa, che vive la sua splendida età portando a passeggio il cane, studiando Scienze Motorie all’Università e ballando Reggaeton il venerdì sera con le amiche. Scorci di una normale vita da ventenne, se non fosse che Elena, per lavoro e per passione, si tuffa dal trampolino da quando aveva 5 anni, continuando a mangiare biscotti al cioccolato prima di ogni gara importante.

Non ha paura di nascondere i suoi problemi con il trampolino da 3 metri, disciplina olimpica con cui deve ancora trovare il giusto feeling. Ma è dall’altezza di 1 metro che Elena esprime al meglio le sue doti: nel 2015,

alla sua prima finale internazionale, agli Europei di Rostock, si è seduta ai piedi di un podio che vedeva trionfare una certa Tania Cagnotto. Ma era solo questione di tempo: l’anno successivo a Londra Elena conquista il suo primo argento europeo proprio alle spalle dell’ex tuffatrice bolzanina. A giugno 2017 s’infila al collo ben due medaglie d’oro, agli Europei di Kiev: quella individuale e l’altra in coppia con Maicol Verzotto nel sincro misto da 3 metri, primo storico oro italiano di specialità. Ma è un mese dopo, ai Mondiali di Budapest, che avviene la sua definitiva consacrazione: vince

il bronzo nel trampolino da 1 metro, togliendosi lo sfizio di superare la temibile collega cinese.
Elena, prima di tutto complimenti per questa stagione da incorniciare!

Cominciamo da quella che probabilmente è la tua soddisfazione più grande, il bronzo mondiale nel trampolino da 1 metro, arrivato a solo un mese di distanza dal titolo europeo…

“Sì esatto, quest’anno è successo tutto molto in fretta! In realtà durante le gare non pensi a cosa c’è stato prima o cosa ci sarà dopo, sei concentrata solo sul presente, su quello che devi fare e su quello che ti dice l’allenatore, basta. Sinceramente è stata una sorpresa per tutti, anche per me; sapevo di avere delle chance ma riuscire davvero ad arrivare terza ai Mondiali, e con il record personale di punti, è un’altra storia. Un momento indimenticabile, sicuramente la miglior gara della mia vita… almeno per ora!” Agli Europei di Kiev invece sono arrivate la vittoria nel trampolino
da 1m e quella in coppia con Maicol Verzotto nel sincro misto da 3m.

Penso che sebbene ci si prepari per tutto l’anno, questi risultati siano sempre una sorpresa per voi, no?
“Sì, in effetti non mi aspettavo assolutamente di riuscire a vincere nella gara del sincro misto da 3m, è stata davvero una bella sorpresa. Sapevo che potevamo andare a medaglia tranquillamente, ma addirittura l’oro… non riuscivo a crederci! (Ride) Infatti ci ho messo qualche giorno
a realizzare che avevamo vinto per davvero. Sono molto soddisfatta della settimana trascorsa a Kiev, diciamo che alla vigilia speravo in una medaglia nel trampolino da 1 metro, ero carichissima, ricordo che la mattina della gara quando mi sono svegliata ho pensato: “Ok, oggi non ce n’è per nessuno!” Ma non mi sarei mai aspettata di tornare a casa con ben due ori al collo”.
Da due anni ti esprimi con una regolarità impressionante nel trampolino da 1m, da quando nel 2015 hai sfiorato il podio a Rostock.

In questi anni hai avuto Tania Cagnotto come esempio da seguire. Ora che non c’è lei com’è avere come riferimento solo te stessa?
“Partire tra gli ultimi in finale vuol dire aver fatto bene l’eliminatoria la mattina, quindi comunque aver dentro di te la consapevolezza che una medaglia è alla tua portata. Agli Europei non mi è pesato psicologicamente partire per ultima, anzi, forse proprio per questo motivo la gara è andata così bene. Vedere le altre atlete prima  di me che si tuffano molto bene mi fa venire voglia di tuffarmi ancora meglio e dimostrare che la migliore sono io. Ai Mondiali dopo l’eliminatoria ero molto tranquilla, mi ero già fatta tutti i miei calcoli in testa, quindi in finale sono arrivata decisa. Il momento più difficile è stato dopo il terzo tuffo: quando ho visto sul tabellone che ero quarta, mancavano ancora due tuffi e la persona che dovevo battere era proprio una cinese, mi è caduto il mondo addosso. Per fortuna sono riuscita ad isolarmi e pensare solo a me stessa, continuavo a ripetermi: “Cavolo Elena, li sai fare bene quei due tuffi finali, ce la puoi fare!!” E così, dopo essere arrivata per due volte quarta ai campionati mondiali giovanili, eccomi, finalmente, sul podio ai campionati mondiali Senior!”

Il tuo tallone d’Achille in questo momento è il trampolino dai 3m: ai Mondiali non sei entrata in finale mentre a Kiev ti è sfuggita la medaglia.

Come si fa a cancellare una delusione e voltare pagina?

“Sì, dopo aver vinto il bronzo mondiale mi sono rilassata un po’ troppo e non sono riuscita a superare le eliminatorie del trampolino da 3 metri. Mentre agli Europei ci sono rimasta davvero molto male dopo la finale da 3 metri, perché sono stata ingenua a non crederci no alla ne, ho raggiunto l’obiettivo della finale e poi… non sono riuscita a rimanere concentrata, la medaglia era ampiamente alla mia portata, ma semplicemente non lo credevo possibile. Mi ero fissata con l’idea che la medaglia non fosse cosa per me, mentre invece si è rivelata una gara molto abbordabile. Purtroppo io sono fatta così: se vedo l’obiettivo davanti a me lo raggiungo, se al contrario non lo vedo chiaro e nitido, non lo conquisto. Per fortuna sono ancora giovane e ho tanto da imparare. Voglio diventare molto più competitiva, ma il lavoro è tanto e la strada è ancora lunga”.

Come stai lavorando per superare le tue difficoltà col trampolino da 3 metri?
“Per adesso sto lavorando soprattutto per trovare in me stessa serenità e tranquillità. Lo dico sinceramente, no all’anno scorso mi pesava tantissimo tuffarmi dal trampolino di 3 metri, ogni giorno era per me un incubo vissuto tra paura e dolori. Ma adesso io e il mio allenatore Dario Scola stiamo cercando di cambiare le cose, stiamo lavorando insieme sulla qualità dei singoli tuffi , piuttosto che sulla quantità. Poi pian piano quando l’insicurezza se ne sarà andata via, lavoreremo anche sulla quantità. Ma procediamo un passo alla volta”.

Ci racconti una tua giornata tipo di allenamenti?
“Mi alleno tutti i giorni, tranne la domenica, per un totale di undici allenamenti a settimana. In inverno mi alzo presto, faccio colazione e vado in piscina alla Canottieri Milano, dove faccio due ore di allenamento. Poi  torno a casa, mangio, esco di nuovo e vado subito ad allenarmi alla piscina Cozzi, dove faccio altre due ore. In estate invece mi alleno tutto il giorno alla Canottieri Milano, dalle 11:30 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:00”.

Qual è il tuo primo ricordo in acqua? So che avevi cominciato con il nuoto, poi un lungimirante istruttore ti ha indirizzata verso i tuffi. Cosa ricordi dei tuoi primi tuffi ? “Mi sono affacciata al mondo dei tuffi quasi per caso all’età di 5 anni. Frequentavo un corso di nuoto e alla fine di ogni allenamento ci facevano saltare dentro un salvagente ed io ero l’unica che riusciva, senza alcuna paura, a saltare ogni volta più in alto. Insomma, già all’età di 5 anni dimostravo capacità nell’ambito dei tuffi … (ride) ma non nel nuoto! Così il mio allenatore di nuoto mi ha preso per mano e siamo andati verso lo spazio d’acqua dedicato ai tuffi … da quel momento in poi non ho più seguito una lezione di nuoto”.
Vincere una medaglia mondiale significa anche guadagnare un po’ di soldini. Cosa ti sei regalata col premio in denaro?

“Per ora sono ancora lì sul conto, lasciatemi assaporare questo mio piccolo momento di gloria (ride)! Vorrei spenderli una parte per il mutuo della casa e una parte la conservo semmai in futuro deciderò di andare all’estero. Quello che rimane servirà di certo per comprare qualcosa sempre inerente ai tuffi !”.
In questi ultimi mesi ti abbiamo vista impegnata in tante nuove attività.

Hai un canale YouTube in cui si possono seguire i tuoi allenamenti, come ti è venuta in mente questa idea?
“Ho pensato alla ginnastica artistica, che fino a qualche anno fa non era seguita molto, ma con il programma televisivo “Ginnaste – Vite Parallele” tantissimi ragazzi si sono interessati ed appassionati a questo sport. Quindi mi sono chiesta, perché non creare una cosa simile? Così ho pensato ai video e ho creato il mio canale YouTube”.