“Basta mamma, siete preistorici”. Sofia taglia corto: sua madre ha appena incrociato un suo selfie su Facebook, e non l’ha presa molto bene. Sguardo un po’ ammiccante per una 14enne, pantaloncini troppo corti, per non parlare delle amiche che sono con lei.

Eppure i social network esistono, e così come non si potevano chiudere gli adolescenti e le loro pulsioni dentro le mura di casa, altrettanto oggi non li si può tenere lontani dal confronto con il mondo virtuale. Una gran fatica per i genitori, nella morsa dell’ansia e dell’imprevisto, e per questi ragazzi la sensazione di non essere capiti.

Ma con la contrapposizione non si va da nessuna parte: per questo abbiamo pensato ad un angolo di confronto costruttivo tra l’universo vivace degli adolescenti di oggi e quello più pacato degli adolescenti di ieri. I ‘nativi digitali’ si raccontano a chi ha ancora il ricordo della cabina telefonica.

La psicologa e psicoterapeuta, Alessia Colzada, intervista Sofia, adolescente padovana che, come buona parte dei suoi coetanei, ha scarsa dimestichezza con le proprie emozioni.

1) Prima di fare il selfie cosa provi e a cosa pensi?
 Lo faccio a caso. In realtà il selfie è studiato, ma può nascere così, in qualsiasi momento e situazione. Quando decido di farmelo, cerco la posa migliore, quella con cui vengo meglio. Di solito metti l’immagine che preferisci di te stesso.

2) Secondo te perché non mostriamo tutto di noi e facciamo vedere solo le cose che risultano più splendenti? Per piacere di più, credo. Perché se mostriamo la parte meno bella di noi rischiamo di piacere di meno. Di fatto, chi ha più follower su Instagram e su Facebook è considerato più popolare, e quindi più simpatico.

3) Ma essere più popolare significa necessariamente essere anche più simpatico? Dipende, a volte. In base ai post, a quello che una persona pubblica sui social puoi capire tante cose, vedere se esagera in qualche direzione. Direi che un ragazzo può essere popolare ma non per forza simpatico. Comunque, prima di conoscere di persona qualcuno, tutti vanno a vedere il profilo Instagram o Facebook.

4) Quindi partite con una sorta di pregiudizio? Alla fine si, non so perché. Mio padre mi ha raccontato che quando arriva un nuovo collega di lavoro, lui va a vedere il profilo sui social. Quest’abitudine c’è anche in ambito lavorativo. Significa che a qualcosa serve.

5) Secondo te è ciò che emerge dal pro lo sui social è sempre coerente con quello che è davvero una persona? No, penso di no. Non del tutto almeno. Però sicuramente il pro lo social dice qualcosa della persona.

6) Quando ti piace qualcuno, cosa fai come prima cosa? Vado a vedere i suoi pro li su Instagram e Facebook, osservo i commenti che ci sono sotto alle foto, e il tipo di foto che posta, e anche le compagnie che frequenta. Raramente le foto si fanno da soli, quindi vedi anche un po’ che tipo di amici ha.

7) Tra di voi parlate di selfie e del senso che hanno?
 No assolutamente, li facciamo e basta, sia che siamo in compagnia che da soli.

8) Come consideri chi non li fa? Più simpatico, forse più interessante, perché ci sono persone che postano tutto il giorno, qualsiasi cosa, e quindi non sono misteriose. Ti sembra che non ci sia più niente da scoprire.

9) Se conosci una persona, una ragazza che può sembrarti interessante, ma vedi che nel profilo fb ha pochi like, ti influenza? No, prima cerco di conoscerla, e poi mi faccio un’idea. Se la trovo simpatica e mi piace, nel caso le do dei consigli su come cambiare il suo profilo e l’effetto dei suoi post, perché non vorrei che gli altri si facessero un’idea sbagliata di lei.

10) Pensi di esserti fatta influenzare nella tua vita nella conoscenza di qualcuno, dal loro pro lo? Si, assolutamente, e anche sbagliando. Mi è capitato di conoscere di persona un ragazzo e anche delle mie coetanee, e rendermi conto di averle giudicate male guardando i loro profili, rispetto a come mi sono sembrate una volta conosciute personalmente.

11) Se posti una foto che ti piace molto e non ricevi like, come pensi di poterti sentire e perché?
 Cercherei di capire il motivo, ma se a me piace davvero tanto la tengo lo stesso.

12) Cosa pensi dell’atteggiamento di genitori e adulti di riferimento, nei confronti dei social? Credo sarebbe molto più corretto vivere senza i social, anche perché si viveva di più nel contatto e nella realtà, ma ormai siamo in quest’era e vorrei che i miei genitori capissero che non si può essere diversi dal mondo in cui si vive.

13) C’è un ponte, secondo te, un punto di incrocio tra voi e i genitori?
 Si, i genitori dovrebbero informarsi e andare a vedere degli altri pro li, e non solo quello del proprio figlio. Forse dovrebbero evitare di giudicare i selfie e i post, e ascoltare di più i gli chiedendo cosa li spinge a pubblicare certe cose. Credo che i ragazzi si concentrerebbero di più sul mondo reale e magari eviterebbero di postare cose inadatte.

14) Di cosa hanno paura i genitori secondo te?
 Secondo me hanno paura perché dietro ai social si nascondo molte persone, anche malate, che possono farci del male, e ci sono tantissimi pericoli, ma noi giovani lo sappiamo. Lo apprendiamo da notizie che ci arrivano dai nostri coetanei. Io, ad esempio, ho sbagliato a farmi il profilo su Facebook, perché è una cosa da adulti, e un mio amico ha avuto una brutta avventura attraverso Fb.

Su Instagram, invece, è come se ci si raccontasse, una specie di storia a fotogrammi, lo trovo più adatto a me e ai ragazzi della mia età.

15) Come fai a capire attraverso i social se una persona è sincera, e quello che prova?
 È impossibile capirlo. Mi rendo conto che, a volte, delle mie amiche si lasciano andare a scrivere cose su whatsapp o sui social che, in realtà, non sono affatto coerenti con il loro modo di essere nella vita reale.

16) Parlate di emozioni con i tuoi coetanei?
 Assolutamente no, parliamo di altra gente, ad esempio compagni che ci stanno meno simpatici, oppure una ragazza che si distingue per qualcosa di particolare, degli ultimi post fatti da qualcuno, di feste da organizzare.